L’organizzazione della Sicurezza sul Lavoro


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della Sicurezza sul lavoro [Prima parte]

Organizzare il lavoro

Ho incontrato dei professionisti bravissimi, con tantissima passione per il loro lavoro, quasi tutti. Ed ora mi spiego il perché: in un contesto tanto dispersivo devono essere tutti imprenditori di loro stessi, tutti professionisti che sanno gestire la complessità di un cliente dalla A alla Z. Non importa se il cliente è un salone di estetica o un’impresa con centinaia di operai, l’approccio è quasi sempre “faccio tutto io”. In fondo se il lavoro non è diviso in fasi, in componenti distinte e lavorabili separatamente, se non tiene traccia dell’avanzamento delle attività e tutto resta nella testa del singolo professionista, non può che essere così.

Non ho ricette per questo tema, posso dire che gli strumenti software utilizzati oggi per la gestione della Sicurezza sul Lavoro non sono quasi mai adeguati. Non solo non aiutano ad organizzare il lavoro, spesso sono di ostacolo.

Richieste esplicite e nascoste

Le maggiori richieste espresse in modo esplicito sono abbastanza ovvie:

  • Compilazione di un DVR: spesso chi chiede questo ha la segreta speranza che il sistema possa produrre un documento in modo quasi magico. In realtà sapete meglio di me che il DVR è il risultato finale di una raccolta di informazioni estremamente dettagliata e di una conseguente analisi delle stesse di cui voi siete i maestri.
  • Scadenzario: anche in questo caso a volte percepisco il desiderio che il sistema possa proporre delle scadenze in modo automatico. Purtroppo anche in questo caso non esistono magie, nessun sistema può ricordarvi il compleanno del/della vostro/vostra partner, se non l’avete istruito voi!
  • Processi: devo ammettere che questo punto non mi è ancora chiaro. Ovviamente so cos’è un processo, ma proprio perché so di cosa si tratta, di quante varianti e quanti dettagli sono necessari per esprimerlo, non riesco ad individuare un modo utile ed efficace per la sua realizzazione (ma è una sfida ancora aperta).
  • Reportistica: salvo il fatto che anche in questo caso il sistema non può che “riportare” i dati precedentemente inseriti da qualcuno, direi che questa richiesta è abbastanza chiara.

Veniamo ora alle richieste non esplicite. Nelle mie precedenti esperienze restavano sottintese e dopo qualche incontro/intervista riuscivamo a farle emergere. Nel caso della sicurezza sul lavoro ci siamo dovuti in po’ “arrangiare”.

  • Condivisione con il team: dovrebbe essere consentito lavorare sugli stessi dati contemporaneamente da più persone, da diversi luoghi. Ovvio, come posso altrimenti parallelizzare il lavoro? Come posso delegare il lavoro, magari di pura compilazione, ad altre persone del team?
  • Condivisione con il cliente: dovrebbe essere possibile condividere i dati con il cliente. Per quanto bravi siate, non potete sapere se il cliente ha assunto una nuova persona o ha comprato una nuova attrezzatura. Perché allora non delegare a lui il compito di censire queste informazioni?
  • Controllo degli accessi: un sistema condiviso non implica che tutti possano fare tutto, ad ognuno il suo.
  • Tutto in un unico punto: come addetti della sicurezza sul lavoro spesso avete a che fare con molti clienti e con molti progetti di sicurezza. Penso che poter gestire e vedere tutto in un unico punto sia importante. Ad esempio io vorrei lo scadenzario di tutti i miei clienti, per non dover aprire decine (o magari centinaia) di scadenzari per scoprire cosa c’è in scadenza il prossimo mese.

Curioso di vedere il risultato?

Come vi raccontavo in premessa, a volte ci ingaggiano per fare l’analisi, a volte per fare analisi e coordinamento, altre volte per fare i due precedenti e pure lo sviluppo del sistema.

In questo caso ci hanno chiesto da fare tutto, software incluso. Se avete voglia e siete un po’ curiosi, potete vedere il risultato dei nostri sforzi provando 4hse, il software per la gestione della Sicurezza sul Lavoro. Come tutti i software anche questo è in costante evoluzione, la nostra analisi non è finita e ci piace pensare che non finirà mai, come le infinite varianti del vostro bellissimo lavoro.

Ci sentiamo presto quindi! 🙂

Emanuele Sandri

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