Nella sorveglianza sanitaria le scadenze sono individuali. A differenza della formazione, ad esempio, che si pianifica per gruppi con cicli di aggiornamento fissati dalla norma, le visite mediche seguono il calendario del singolo lavoratore, stabilito dal medico competente in base alla mansione e alla storia sanitaria. Per questo l’adempimento sfugge facilmente al controllo.
Cos’è la sorveglianza sanitaria e quando è obbligatoria
La sorveglianza sanitaria è il controllo periodico dello stato di salute del lavoratore in relazione ai rischi della sua mansione. Il D.Lgs. 81/08 la disciplina all’articolo 41. L’obbligo riguarda i lavoratori esposti ai rischi e alle condizioni per cui la normativa la prevede, e la valutazione dei rischi accerta quali mansioni ne sono interessate: uso di videoterminali oltre le venti ore settimanali, movimentazione manuale dei carichi, esposizione a rumore o ad agenti chimici sono i casi più frequenti.
Un magazziniere addetto alla movimentazione manuale rientra in questi casi: il rischio è indicato nel DVR, quindi va sottoposto a visita preventiva prima di iniziare e poi a visite periodiche. Senza questi passaggi, la mansione gli è preclusa.
Il medico competente definisce il calendario
Il medico competente è il medico specializzato in medicina del lavoro che il datore nomina quando la valutazione dei rischi richiede la sorveglianza sanitaria. Il suo strumento operativo è il protocollo sanitario: per ogni mansione stabilisce quali accertamenti servono e con quale frequenza.
La periodicità è di norma annuale, ma il medico può fissarne una diversa in base al rischio e alle condizioni della singola persona. Il magazziniere del nostro esempio potrebbe avere visite annuali, il collega più anziano ogni sei mesi. A questo si aggiunge un caso che nessun calendario prevede in anticipo: la visita prima della ripresa del lavoro dopo un’assenza per motivi di salute superiore a sessanta giorni, che si tratti di malattia o di infortunio. Le scadenze, quindi, sono individuali per definizione. E cambiano nel tempo.
I giudizi di idoneità e le loro conseguenze
Al termine della visita il medico esprime un giudizio: idoneità piena, idoneità con prescrizioni o limitazioni, inidoneità temporanea o permanente alla mansione specifica.
Il giudizio con limitazioni è il caso operativamente più delicato. Se il magazziniere riceve una prescrizione che vieta il sollevamento oltre una certa soglia, il datore deve adeguare l’organizzazione del lavoro e informare chi coordina l’attività. La prescrizione vincola da subito. Ignorarla espone il datore a responsabilità dirette in caso di infortunio.
Cosa succede quando una visita scade
Qui il quadro diventa concreto. Una visita scaduta significa un lavoratore senza giudizio di idoneità valido, e la domanda da porsi è una sola: questo lavoratore può essere adibito alla sua mansione oggi?
La risposta della norma è no. Il datore ha l’obbligo di inviare i lavoratori a visita entro le scadenze del programma di sorveglianza sanitaria e di vigilare affinché nessuno operi senza il prescritto giudizio di idoneità. La violazione comporta sanzioni penali e amministrative a carico del datore, con importi che crescono al crescere del numero di lavoratori coinvolti. In caso di infortunio, la posizione si aggrava ulteriormente.
Tenere il controllo delle scadenze individuali
Per gestire scadenze individuali servono informazioni aggiornate su ciascun lavoratore come: a quali controlli è soggetto, fino a quando è valido il suo certificato di idoneità, con quanto anticipo conviene attivarsi per concordare la visita con il medico competente. Su pochi addetti la gestione manuale può bastare; quando mansioni, periodicità e rientri fuori calendario si moltiplicano, aumenta il rischio di perdere il controllo delle scadenze e di trovarsi con lavoratori non in regola.
In 4HSE la sorveglianza sanitaria si gestisce per prescrizioni collegate ai singoli lavoratori: ciascuno ha uno stato sempre visibile, valido, in scadenza o scaduto, con una soglia di preavviso configurabile in giorni. I certificati di idoneità restano archiviati nello scadenzario, pronti da consultare o stampare.
Qualunque sia lo strumento adottato, il criterio di valutazione resta lo stesso: poter verificare in ogni momento, per ciascun lavoratore, la validità del giudizio di idoneità alla mansione.