Ogni giorno dovrebbe essere la giornata per la Salute e la Sicurezza sul lavoro


Il 28 Aprile si celebra la giornata mondiale per la Salute e la Sicurezza sul lavoro, una ricorrenza che riporta l’attenzione su un problema culturale, più che normativo, di vecchissima data.

Nei primi mesi del 2018 in Italia le morti sul lavoro sono aumentate rispetto allo stesso periodo del 2017, dati che vedono concordi sia INAIL che Osservatorio Indipendente di Bologna.

Fino al 2014, le statistiche ufficiali pubblicate da Eurostat relative ai dati rilevati in tutta la comunità europea, lasciavano intravedere un quadro generale in cui la situazione più critica si riscontrava in Francia, mentre l’Italia rientrava nella media europea. La tendenza generale era una diminuzione degli infortuni sul lavoro anche se con incidenze diverse da paese a paese, dovute alle differenti condizioni lavorative.

Come sottolinea l’INAIL, se in Italia dal 2000 al 2016 si è registrata una lenta ma costante riduzione del numero di infortuni mortali, dal 2017 questa tendenza si è nuovamente invertita.

L’analisi dei dati richiederebbe ulteriori approfondimenti: andrebbero distinti gli incidenti in itinere (quelli lungo il tragitto casa/lavoro e viceversa) da quelli sul luogo di lavoro; andrebbe normalizzato il dato per ricavare la percentuale di infortuni e non il numero assoluto; bisognerebbe avere dati statistici sul numero di incidenti che si verificano in condizioni di lavoro nero e su quanto di questo sia emerso negli ultimi anni, andando ad aumentare il dato ufficiale. Questi numeri, se non approfonditi adeguatamente, rischiano di portare a conclusioni sbagliate.

Da qualsiasi parte la si guardi, resta la spiacevole sensazione che, salute e sicurezza sul lavoro, siano percepite dai più come ospiti scomodi della produttività aziendale. Siamo ancora lontani dalla rivoluzione culturale in cui le risorse dedicate a garantire la sicurezza sul posto di lavoro non siano viste come un costo, ma come un investimento.
Viviamo il paradosso dei Tre Porcellini, dove pur sapendo quale tipo di casa è meglio costruire, ci si accontenta della capanna di paglia, sperando che il lupo non arrivi.

Se la Sicurezza è percepita come costo, è lecito aspettarsi come unica conseguenza, il contenimento di tale costo. Nel concreto: fare solo lo stretto indispensabile richiesto dalla normativa. Costruire, appunto, la capanna di paglia e affidarsi alla fortuna.

Una corretta implementazione e gestione di un sistema per la sicurezza sul lavoro equivalgono a costruire la casa di mattoni. Sono da considerarsi un investimento essenziale per la buona riuscita dell’impresa.

Normativa (compliance)

La conformità rispetto alla normativa significa evitare sanzioni a volte anche molto elevate. Una buona gestione della salute e sicurezza sul lavoro consente inoltre di ricevere sconti sui premi assicurativi e maggior probabilità di risarcimento in caso di infortuni o danni.

Organizzazione (Business organization)

Il vantaggio competitivo di un’azienda che rispetta standard più alti, passa anche dalla sicurezza. Inoltre il rispetto delle norme di sicurezza comuni può aumentare la velocità di espansione del business verso nuove aree di mercato.

Reputazione (Company reputation)

La reputazione di un’azienda è fondamentale al giorno d’oggi. L’impatto sulla società civile, positivo o negativo, è un fattore che può diventare determinante in diverse circostanze, soprattutto in un mondo fortemente interconnesso come il nostro. La company reputation ha un valore economico che è misurabile in termini di percentuali di fatturato. La spesa per costruire una buona reputazione oggi riguarda sicuramente molti aspetti ma non può prescindere dalla gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

Motivazione (engagement)

Il lavoratore di un’azienda, che si preoccupa della salute e sicurezza delle persone, sarà più motivato, si sentirà più tutelato e sarà più produttivo.
All’interno dell’azienda si instaurerà un clima di fiducia e di collaborazione che migliorerà trasversalmente le condizioni di lavoro a tutti i livelli. Aumenteranno la produttività e l’orientamento al risultato, innescando dinamiche di team building che si auto alimenteranno.

Assenze e infortuni (absenteeism and injury)

Assenze e infortuni sul lavoro sono a tutti gli effetti dei costi, che si traducono in un calo della produttività, con il rischio di ritardi nelle consegne o di aumento dei costi per malattia e straordinari.

Per ottenere tutto questo è però necessario cambiare mentalità. Trasformare quello che oggi vediamo come un costo, in un’opportunità vera, richiede impegno e determinazione.

Dobbiamo affidarci a professionisti seri, a cui dovremo spiegare bene quali sono i nostri obiettivi (loro stessi sono abituati da anni a gestire la sicurezza al minimo dei costi/tempi).

Dobbiamo procurarci strumenti efficaci (la tecnologia oggi c’è) che ci possano aiutare a tenere sotto controllo scadenze, ad evidenziare criticità, a delegare i compiti, a coinvolgere il maggior numero possibile di persone dell’azienda.

In questo modo riusciremo a rendere ogni giorno dell’anno una “giornata per la salute e la sicurezza sul lavoro” nella nostra azienda.

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